L’invio massivo di messaggi email è una pratica sempre più adottata dalle imprese per contattare in modo diretto e immediato i propri clienti o prospect con proposte commerciali specifiche. Si tratta di una strategia proficua per ottimizzare le relazioni soprattutto con chi è già cliente, tuttavia la reputazione aziendale può correre dei grossi rischi se l’azione di email marketing viene fatta ripetutamente con il proprio client di posta elettronica, solitamente Outlook o Thunderbird.

Ecco 5 motivi per cui è meglio NON usare il programma di posta elettronica:

1. Alto rischio di bloccare il sistema: il client di posta elettronica (anche se web based) non è predisposto all’invio di messaggi ad un gruppo numeroso di destinatari contemporaneamente, perciò è possibile che la spedizione si blocchi, che non tutti ricevano la comunicazione (senza possibilità di sapere chi ha ricevuto e chi no) e che l’intero sistema rallenti il funzionamento per un arco prolungato di tempo. La situazione è ancora peggiore se il messaggio contiene un allegato.

2. Assenza di statistiche sui risultati dell’operazione: con il client di posta è possibile solamente ricevere una conferma di invio o di lettura, che però non sempre viene inviata e non dà informazioni specifiche, ad esempio, su quali e quanti click sono stati fatti, se la il messaggio è stato inoltrato o condiviso. Senza statistiche è quasi impossibile misurare il risultato di un’azione di email marketing e il suo Roi.

3. Il messaggio non è adattato su mobile: in Italia gli utenti attivi da mobile sono il 43% della popolazione [ http://wearesocial.it/blog/2015/01/digital-social-mobile-2015-tutti-numeri-globali-italiani/ ] per cui una parte sempre maggiore dei contenuti inviati via email è fruita via smartphone. Inviando messaggi di email marketing attraverso il client non è possibile adattare il contenuto automaticamente allo schermo dei telefoni, a maggior ragione se questo è costituito da un’immagine copiata e incollata. In questo modo se esclude automaticamente quasi la metà dei potenziali lettori.

4. Elevata probabilità di finire nelle Blacklist internazionali: il traffico email è regolato da appositi organismi che non vedono di buon occhio spedizioni massive tramite sistemi non riconosciuti. Per questo motivo succede molto spesso che i domini di aziende che usano client di posta per l’attività di email marketing finiscano nelle blacklist, condizionando tutti gli invii di email (anche non massivi) di tutti gli account aziendali, che vengono interpretati come spam e respinti dai sistemi di sicurezza dei destinatari.

5. Gestione delle disiscrizioni: in base alle legge sulla Tutela dei dati, i destinatari possono chiedere la cancellazione dalla mailing list per non ricevere più comunicazioni promozionali. Mentre i sistemi specializzati negli invii massivi gestiscono queste richieste in modo automatico, attraverso il client di posta la procedura è manuale, con un elevatissimo tasso di errore, conseguente fastidio del destinatario e rischio ulteriore di finire nelle blacklist per spam.

Sul mercato esistono numerosi servizi preposti per l’invio di email massive che vi consigliamo di prendere in considerazione se l’email marketing è una strategia aziendale ricorrente nella vostra realtà: Mailchimp e MailUp sono i più usati in Italia, ma ne esistono molto altri, altrettanto validi.

Restiamo a vostra disposizione per ogni chiarimento.

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