Businessman Showing Idea On White Board by pakornIn preparazione del prossimo ritorno alle nostre occupazioni quotidiane, dopo un periodo di ferie, ho pensato che potrebbe essere interessante fare una riflessione sull’utilità del piano di comunicazione. Alla ripresa delle attività, infatti, ho notato che molte imprese danno per scontata la programmazione, soprattutto con riferimento alle iniziative di promozione del business, “tanto si è sempre fatto così ed è andata bene”.

E’ bene però fare periodicamente (una volta all’anno, una volta ogni sei mesi, a seconda delle caratteristiche del mercato e del prodotto) una verifica delle proprie strategie di comunicazione attraverso la revisione del piano di comunicazione. Per realizzare i miei piani di comunicazione utilizzo sempre questa struttura:

Fase 0. Analisi dell’ambiente.

Fase 1. Individuazione degli obiettivi.

Fase 2. Specificazione del target.

Fase 3. Selezione degli strumenti.

Fase 4. Creazione dei contenuti adatti per ciascuno strumento.

Fase 5. Esplicitazione delle tempistiche.

Fase 6. Individuazione di indici di misurazione dei risultati.

 

La fase 0 è il punto di partenza, il livello base di conoscenza che ogni manager/imprenditore dovrebbe avere, con riferimento al proprio piano di marketing: chi sono i miei competitors, quali sono le caratteristiche del mio mercato, analisi SWOT.

L’individuazione degli obiettivi prevede l’identificazione dei risultati attesi, che devono essere il più possibile misurabili.

Il target è costituito dai nostri pubblici di riferimento. Anche in questo caso l’analisi deve entrare nel massimo dettaglio possibile, individuando caratteristiche, abitudini d’acquisto, modalità di raccolta delle informazioni (al fine di entrare in contatto e comunicare con loro nel modo più diretto possibile).

La selezione degli strumenti di comunicazione è strettamente legata al target e agli obiettivi. Secondo la suddivisione classica, gli strumenti possono essere fatti rientrare in queste categorie: pubblicità, promozione delle vendite, relazioni pubbliche, sponsorizzazione, marketing diretto, merchandising e cause related marketing.

La creazione dei contenuti è, a mio parere, l’aspetto più complesso: è infatti il valore delle informazioni trasmesse che determina il successo della comunicazione. Ad esempio, comunicare in un social network utilizzando testi ideati per una brochure è un’azione destinata al fallimento, perchè  non rispetta le regole comunicative del mezzo e quindi non crea interattività e condivisione. La creazione dei contenuti è una delle attività più sottovalutate, perchè spesso non viene considerata adeguatamente la necessità di avere testi in linea con il mezzo utilizzato.

Le tempistiche sono un elemento necessario perchè ogni piano deve essere identificato sulla linea temporale, anche al fine di misurare i risultati. I risultati possono essere misurati attraverso strumenti messi a disposizione dai mezzi di comunicazione scelti oppure in rapporto agli obiettivi individuati all’inizio.

 

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