CasellaE anche quest’anno è arrivato il momento di mettere via il cartello “chiuso per ferie”. In molti lo stanno sostituendo con il cartello “chiuso per cessata attività” e molti altri ancora temono che lo stop possa arrivare entro dicembre, per contratti non rinnovati o fallimenti.

Non è il modo migliore per riprendere in mano il mio blog, lo so, ma sono rimasta molto colpita dalla maggior parte delle conversazioni che ho intrattenuto con amici e parenti al ritorno dal mio viaggio: di solito, al rientro da una vacanza, le persone chiedono di vedere le foto, si informano sui luoghi visti o sulle cose strane mangiate all’estero. Quest’anno, invece, non ci concediamo nemmeno la possibilità di sognare ad occhi aperti (una delle poche cose ancora gratuite, per ora, e non tassate), forse perchè troppo preoccupati dalle prossime rate dell’Imu, dal rinnovo del contratto di lavoro, dal costo della benzina, dalla tassa sulle bevande analcoliche zuccherate.

E così mi sono ritrovata a partecipare a grigliate, cene, uscite al mare, visite a neo-mamme, parlando di ciò che ormai è il pane quotidiano: opportunità in Italia. Cosa vuol dire?

Accettare qualsiasi lavoro, pur di avere un’entrata, seppur minima?

Decidere se avere o meno un figlio, sulla base delle entrate e delle uscite?

Sperare che il contratto venga rinnovato, avendone notizia il giorno prima della scadenza?

Sentirsi giudicato male perchè da oltre un anno non si è riusciti a trovare ancora un lavoro?

Vedersi scartato da un posto di lavoro perchè troppo qualificato?

E tanti ormai, nell’ultimo anno, sono gli amici che hanno deciso di partire. Via dall’Italia, non per cercare “l’America”, ma per avere opportunità, per poter anche solo provare, mettersi in gioco.

Questa Italia non mi sembra proprio fatta per noi. Viviamo un’Italia antica, succube economicamente e soprattutto politicamente. Un’Italia ottusa, che studia i conti per farli quadrare (giustamente, ma questo lo si sarebbe dovuto fare da trent’anni a questa parte), disinteressandosi completamente delle Persone, che sono diventate solamente portafogli da svuotare. Un’Italia spaccata, non tra Nord e Sud, ma tra privilegiati e sfruttati, Casta e gente comune, statali e contratti a progetto, raccomandati e disoccupati, baby-pensionati e neo-laureati.

E’ di qualche giorno fa un articolo di una blogger inglese (chiedo venia, non lo trovo più! Se qualcuno conosce il link lo posti!) venuta in vacanza in Italia, in Piemonte precisamente. Nell’articolo descrive un’Italia triste, dove la “dolce vita” non esiste più e le persone sono preoccupate e ansiose. Decisamente meglio l’Inghilterra, conclude. Non saprei come darle torto, sebbene non ami affatto il Regno Unito!

Se, come pare, la storia dell’uomo è fatta dei famosi corsi e ricorsi storici, non è una novità che gli italiani si muovano in massa alla ricerca di nuove opportunità di lavoro e di un miglioramento della propria vita. Certo che però è singolare: gli italiani che amano la patria di solito si trovano solo all’estero. Il problema è che se ci ritornano, in Italia, comunque non riempiranno mai il terrazzo e le finestre di bandiere e gagliardetti e sempre, sotto sotto, non vedranno l’ora di tornarsene all’estero. Io di certo non li biasimo, ma forse li invidio.

Potrebbe interessarti anche: